Tavecchio rassegna le dimissioni: «Fatte tante cose buone, elezioni entro 90 giorni»

 di Alessandro Paoli Twitter:   articolo letto 119 volte
Fonte: figc.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Tavecchio rassegna le dimissioni: «Fatte tante cose buone, elezioni entro 90 giorni»

«Quando oggi la mia componente (la Lnd, ndr), nella quale ho vissuto per 18 anni, ha fatto considerazioni che non promettevano un sostegno, non ci ho pensato un attimo e mi sono dimesso per un atto politico e non sportivo»: parole amare quelle pronunciate dal presidente dimissionario della FIGC Carlo Tavecchio nel corso di una conferenza stampa affollatissima, che ha fatto seguito alla riunione del Consiglio Federale. La decisione è stata presa poco prima delle 12: Tavecchio è entrato nel salone federale, ha rassegnato le dimissioni da presidente della Federcalcio.

«Ho dato le dimissioni - ha sottolineato Tavecchio, avviando il percorso che porterà ad elezioni entro 90 giorni - prendendo atto che il quadro politico era mutato a seguito della riunione con i rappresentanti di tutte le componenti, visto che nella giornata di venerdì mi era stato inviato addirittura un documento programmatico e io, in assoluta buonafede e totale sincerità, avevo interpretato il fatto in senso positivo, non come alleanza, ma come volontà di costruire qualcosa nel sistema sportivo. Il quadro politico fino a stamattina non era cambiato, la Lega Pro non è mai stata alleata nella maggioranza. Credo che siamo arrivati a un punto di speculazione che ha raggiunto limiti impossibili. Qualcuno adesso dovrà spiegare alla Lega Serie A e alla Lega B perché non sono state aspettate. Non certo io. L'affronto più grande al Consiglio Federale è stato quello di escludere l'attore più importante».

Nel corso della conferenza stampa è arrivata la notizia secondo la quale il presidente del CONI Malagò - che ha convocato la Giunta per mercoledì mattina - sarebbe intenzionato a commissariare la FIGC. «È molto grave - replica Tavecchio - in Italia ci sono gli statuti e le garanzie».

«Ieri il presidente Malagò - prosegue - ha rivelato che fu Marcello Lippi a scegliere Giampiero Ventura come CT in una rosa di quattro nomi, parlando di un incontro durante una cena privata. Ma io non parlo delle cene private, io mi sono sempre assunto la responsabilità dell'arrivo di Ventura, ne siete tutti testimoni. Eppure pago per la mancata qualificazione al Mondiale, un insuccesso sportivo. Gli italiani sono persone serie e perbene, che meritavano la soddisfazione di andare ai Mondiali».

Quindi Tavecchio ha rivendicato i meriti della sua gestione triennale: «Sono state fatte tante cose positive in questi tre anni. Abbiamo attivato i centri federali, la riforma dei campionati giovanili, la riforma del calcio femminile e abbiamo una gestione di bilancio che fa invidia a chi è quotato in borsa. Tutte le 240 persone che hanno lavorato e che lavorano per la Federazione sono persone di valore. Abbiamo portato quattro squadre italiane in Champions League, abbiamo acquisito un peso a livello internazionale importante, sostenendo per primi le candidature di Infantino alla FIFA e di Ceferin alla UEFA, dove adesso l’Italia è ampiamente rappresentata dal nostro direttore generale Michele Uva, che è diventato vice presidente della UEFA e da Evelina Christillin, eletta come membro della UEFA nel Consiglio FIFA. Inoltre abbiamo realizzato la ristrutturazione completa di Coverciano e introdotto la Var: nel 2014 fui il primo a scrivere a Blatter per la VAR. E poi non dimentichiamo i risultati delle Nazionali giovanili. Se ci sono stati tradimenti? Io non giudico nessuno, ognuno fa le proprie scelte. Ma le pressioni che sono state fatte sulla Lega Dilettanti sono inimmaginabili».