Di Biagio: «Lavoriamo per la Nazionale A. Cutrone? Mi ricorda Belotti»

 di Alessandro Paoli Twitter:   articolo letto 205 volte
Fonte: figc.it
© Getty Images
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Luigi Di Biagio, CT dell'Italia Under 21, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni, come riporta il sito ufficiale della Federazione Italiana Giuoco Calcio (figc.it), durante la conferenza stampa odierna svoltasi alle ore 12:00 presso il Mancini Park Hotel di Roma (RM):

«Ognuno vuole arrivare fino in fondo e vincere – dichiara il Commissario Tecnico - ma il nostro obiettivo è quello di preparare i giovani per la Nazionale A. Giocare gli Europei in casa nel 2019 è uno stimolo importante, anche se per tanti motivi sarebbe stato meglio giocare un girone di qualificazione. In questo biennio, comunque, cercheremo di disputare tante partite importanti per testare il nostro livello».

Sulla Spagna Under 21: «Quando questa estate si parlava di vincere a tutti i costi mi veniva da sorridere, ma non ci siamo mai nascosti. Le aspettative è giusto che siano alte, anche se non è questo il momento di parlare di vittoria finale. Ora dobbiamo solo crescere. Oggi abbiamo la certezza di poter giocare alla pari e poter battere Spagna, Germania e Inghilterra, cosa che fino a qualche anno fa non capitava».

Su Patrick Cutrone (AC Milan): «Ha grande fame e voglia di far bene si allena sempre come se stesse preparando l'ultima partita della vita. In questo è un po' come Belotti. Lo conosciamo da sempre, dall'Under 15. Ha una famiglia importante, che gli ha dato dei valori. Non deve mai perdere questa voglia e dovrà stare attento nel momento in cui capirà di essere forte».

Sui sette calciatori azzurri alla prima convocazione in Under 21: «Ho deciso le convocazioni da un mese ho visto crescere questi ragazzi. Giocheremo con il 4-2-4 perché dobbiamo preparare i nostri giovani per la nazionale di Ventura. Abbiamo direttive precise. A marzo e aprile ho ricevuto richieste da vari club e ne ho parlato con il presidente Tavecchio per correttezza, lui mi ha bloccato subito dicendomi che sarei rimasto qui. Mi piace lavorare con i giovani, ho sposato questa programmazione».