Corti: «Rappresentare l'Italia è qualcosa di meraviglioso»

L'ex calciatore azzurro, che attualmente ricopre diverse cariche istituzionali, parla della sua esperienza alle Universiadi
08.07.2019 20:30 di  Alessandro Paoli  Twitter:    vedi letture
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Filippo Corti, Segretario Generale del CUS Roma Tor Vergata, Tutor e Docente al Corso di Scienze Motorie Curriculum Calcio nonché rappresentante dell'AIC per le relazioni con la FIFPro, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni sul sito ufficiale della Lega Pro (lega-pro.com) in merito al Torneo di Calcio maschile della 30th Summer Universiade Napoli 2019:

«Vestire la maglia azzurra, rappresentare il proprio Paese è qualcosa di meraviglioso - dichiara il Commissario Tecnico azzurro -. Ti dà una spinta pazzesca, specie quando sei fuori casa».

Sul fatto di aver partecipato a tre edizioni consecutive del Torneo di Calcio maschile delle Universiadi estive (2013, 2015 e 2017): «E ho giocato tutte le partite: nelle prime due edizioni da titolare, l’ultima da subentrato».

Sull'oro vinto nel Torneo di Calcio maschile della 28th Summer Universiade Gwangju 2015 contro la Corea del Sud: «Avevamo tutto lo stadio contro ovviamente. C’erano 10.000 coreani che tifavano per la propria Nazionale. Ma poi vincemmo la finale in modo perentorio, 3-0 (Italia vs Corea del Sud 3-0, 13 luglio 2015), e fu una gioia pazzesca».

Sulle altre due edizioni a cui ha partecipato: «La prima, nel 2011, fu una specie di sogno… avevo vent’anni e non riuscivo quasi a rendermene conto. Io che rappresentavo l’Italia? Una volta superata l’incredulità… il torneo era finito. La seconda, quella del 2013, la ricordo con rammarico nonostante ci fossero le premesse giuste: ma poi girarono male tante cose, perdemmo nel girone di qualificazione, troppe cose furono sbagliate. L’ultima è ovviamente quella più felice, quella perfetta. Anche se non giocavo titolare, per la squadra ero una sorta di capitano ‘morale’ e questo per me fu un riconoscimento magnifico, perché ero stato sempre capitano sul campo».

Sull'Italia Universitaria: «A me piace. C’è molto entusiasmo. I ragazzi la stanno vivendo nel modo giusto, trasformando l’esperienza in energia positiva. Mi sarebbe piaciuto giocare un’Universiade in casa. È una grande opportunità poter sentire l’affetto della gente vicino».