Nicolato: «Escludo il 3-5-2. Il capitano? Sarà Locatelli»

Il CT azzurro ha parlato durante la conferenza stampa odierna dell'Italia Under 21 svoltasi presso il Torre del Grifo Village di Mascalucia (CT)
05.09.2019 14:10 di Alessandro Paoli Twitter:    Vedi letture
Fonte: Segreteria FIGC/Rai Sport
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Paolo Nicolato, CT dell'Italia Under 21, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni durante la conferenza stampa svoltasi quest'oggi, giovedì 5 settembre, alle ore 13:15 presso il Torre del Grifo Village di Mascalucia (CT) in vista dell'amichevole internazionale contro i pari categoria della Moldavia in programma domani, venerdì 6 settembre, alle ore 18:30 presso lo Stadio "Angelo Massimino" di Catania (CT):

«La mia idea è quella di far girare più calciatori possibili - dichiara il Commissario Tecnico azzurro -. Questa partita deve servire, sia a me che a loro, per conoscerci e per avere più informazioni possibili. In questi primi raduni abbiamo l'obbligo di conoscerci il prima possibile sia sotto il profilo umano che sotto il profilo tecnico. Cercherò di fare una formazione che possa permettermi, con le sostituzioni, di far giocare il più alto numero possibile di loro. Privilegerò questo aspetto, anche rispetto alle quelle che saranno le dinamiche della partita, perché voglio vederli giocare il più possibile».

Sugli allenamenti: «Abbiamo fatto cinque allenamenti, di cui uno o due a ranghi ridotto perché alcuni ragazzi avevano giocato poco tempo prima di raggiungerci. Abbiamo cercato di porre le basi, buttare giù dei concetti e cercare di far capire ad alcuni ragazzi che non facevano parte del mio gruppo il nostro modo di lavorare, il nostro modo di intendere ed il nostro modo di stare insieme. Per fare una cosa fatta bene, ci vuole del tempo e chiaramente dovremo cercare di accelerare i tempi il più possibile, ma sicuramente non possono essere sufficienti cinque giorni».

Sul gruppo azzurro: «Chi mi conosce meglio, probabilmente, saprà adattarsi più in fretta. Per quanto riguarda gli altri ragazzi che ho convocato, devo dire che ho trovato un gruppo intelligente che ha voglia di condividere le cose e che ha voglia di far le cose per bene. Le uniche cose che mi aspetto è un buon atteggiamento, l'entusiasmo e la voglia di fare le cose per bene, magari divertendoci un po'. Il divertimento, per me, è una cosa fondamentale nella fase di apprendimento. Se fai una cosa divertendoti, ti riesce meglio. Cercheremo di proseguire il lavoro che abbiamo fatto anche in termini di filosofia del lavoro, di modo di stare in campo e di modo di indossare la maglia azzurra. L'anno scorso, al di là dei risultati, ci ha voluto bene per questo nostro modo di fare, per questo modo di dare tutto sul campo, per questa nostra volontà e per questo nostro spirito di gruppo. Ci hanno voluto bene per tutto questo sia nelle vittorie che nelle poche sconfitte che abbiamo fatto. Il mio obiettivo è che i ragazzi sentano quest'affetto di cui parlo anche quest'anno, che è la cosa a cui tengo di più».

Su cosa abbia chiesto alla sua Italia Under 21: «Ho chiesto di non aver paura di sbagliare perché alcuni di loro sono un po' tesi ed un po' emozionati. La  prima cosa che bisogna fare è non aver paura di sbagliare. Utilizzeremo gli errori che faremo domani per programmare, cercare di migliorarci e cercare di costruire qualcosa. Abbiamo bisogno di tempo e di poter sbagliare. Ho chiesto ai ragazzi di fare le cose per bene, di fare del loro meglio e di stare sereni. È un cammino che dobbiamo fare insieme, non lo possiamo fare da soli. Spero che l'atteggiamento sia quello giusto».

Sul modulo: «Sicuramente giocheremo con la difesa a quattro. Da lì in su, poi, dovremo decideremo, in base ad alcune situazioni, chi far partire dall'inizio e su chi far subentrare. La gestione dei cambi programmati, come dicevo prima, deve essere un attimo stabilita. Questa è una buona squadra tecnicamente, molto giovane e, magari, andrà ad affrontare i '98 con molti '99 ma, dal punto di vista tecnico, sono ragazzi che non hanno alcun problema a confrontarsi con dei ragazzi un po' più esperti. Dobbiamo ancora maturare e migliorare su alcune cose. Per quello che riguarda i principi offensivi, i principi della filosofia del gioco più che del posizionato dei giocatori, cercheremo di ricalcare il più possibile il lavoro che sta facendo Mancini (Roberto, ndr)».

Sul 3-5-2: «Lo escludo perché, almeno per la partita di domani, vogliamo giocare un calcio più offensivo. L'anno scorso abbiamo fatto il 3-5-2, l'anno prima abbiamo fatto la finale dell'Europeo (UEFA European Under-19 Championship Finland 2018, Italia U19 vs Portogallo U19 3-4 dts, 29 luglio 2018) con il 4-3-1-2 perché ho sempre cercato di adattare le caratteristiche dei giocatori. L'anno scorso abbiamo scelto il 3-5-2 perché era una squadra che non aveva un grandissimo palleggio, ma aveva una grandissima gamba, di grande ripartenza con due attaccanti forti. Quest'anno, invece, è una squadra che ha grandi qualità tecniche che vanno utilizzate in un altro modo e che deve avere il possesso della palla. Escludo il 3-5-2 ma posso dire che cercheremo di alzare di più il baricentro e di fare un calcio ancor più offensivo. In questo momento, mi sento di escludere il 3-5-2».

Sul clima: «Ha piovuto tanto, ma, fortunatamente, lo ha fatto in momenti in cui non eravamo in campo. Ci ha condizionati solamente in un allenamento ma, onestamente, i campi hanno tenuto bene. Il centro sportivo, come ho già detto altre volte, è di primo livello, quindi direi che non abbiamo avuto particolari problemi».

Sul reparto offensivo azzurro: «I miei attaccanti hanno tutti delle grandi potenzialità anche se devono ancora crescere. A parte Tumminello (Delfino Pescara 1936, ndr), gli altri hanno fatto il percorso delle Nazionali Giovanili insieme a me mettendosi in mostra nelle competizioni internazionali precedenti. In quel momento, non giocavano nei rispettivi club. Adesso, invece, abbiamo la fortuna di avere dei ragazzi, almeno nel reparto offensivo, che giocano con una certa continuità nei loro club d'appaertenenza. Questo è sicuramente un vantaggio perché una delle problematiche più grandi che dobbiamo superare è legata al fatto che i nostri ragazzi hanno un minutaggio molto basso rispetto a quelli che sono i nostri avversari. Questo influisce molto sia sotto l'aspetto della condizione fisica soprattuto perché giochiamo spesso due partite di fila molto ravvicinate, ma anche sul piano delle esperienze e del calcio giocato. Quello che conta, alla fine, sono le partite. Quest'anno, il reparto offensivo è quello che, per il momento, ha il minutaggio più alto perché ci sono più giocatori che giocano. La mia idea è quella di farne giocare il più possibile davanti chiaramente provando a mantenere un certo tipo di equilibrio. Vedremo se saremo capaci. Ripeto, faremo degli errori o si evidenzieranno cose che non pensavamo potessero evidenziarsi, ma l'importante è cercare di costruire qualcosa sulla base degli errori per migliorarci».

Sulle convocazioni: «Trovare giovani in Italia non è che sia un compito facilissimo. Quelli che giocano in Prima Squadra sono pochi. Non è semplice. La mia idea è stata quella di portare quello che è stato il gruppo portante del Mondiale precedente (FIFA U-20 World Cup Poland 2019, ndr) e dell'Europeo precedente ancora (UEFA European Under-19 Championship Finlad 2018, ndr) perché c'è una certa continuità tra di loro. Ci sono, ovviamente, alcuni ragazzi che non abbiamo ancora portato dentro che fanno parte di quel gruppo e che sono tenuti, comunque, in considerazione da parte. Poi, chiaramente, sono andato a cercare quei giocatori che hanno cominciato ad avere esperienze nei campionato maggiori. Nel nostro caso soprattutto in Serie B. Li ho osservati, li ho seguiti e li ho convocati. Devo dire che, in generale, ho una buona impressione. Sono ragazzi molto volenterosi, molto entusiasti di essere qui e, cosa importante, credo che siano ragazzi con buon qualità. Il campo, poi, ci dirà se sapranno essere competitivi anche a livello internazionale perché i requisiti per esserlo sono anche altri. Sono fiducioso perché ho visto che i ragazzi che si sono integrati fin da subito. L'ambientamento del gruppo è stato veloce, forse perché molti dei nuovi vengono dagli stessi Settori Giovanili degli altri, ma non è ancora completo. Sono soddifatto perché questi ragazzi hanno dimostrato di voler essere qui e di volerci restare, che sono due cose importanti. Mi auguro che facciano vedere cosa sono capaci di fare e che facciano vedere delle cose importanti perché ne abbiamo bisogno. Dobbiamo  costruire una rosa di trenta/trenatcinque calciatori su cui lavorare. Non ci sono solamente i ventidue, ventitrè, venticinque che sono qui, ma dobbiamo allargare pensando ad infortuni, imprevisti e, speriamo, a convocazioni in Nazionale A. Dobbiamo cercare di allargare la rosa, il bacino per aver i numeri giusti. Questo non è solamente compito nostro, ma anche dei club perché noi, alla fine, beneficiamo del loro lavoro in tal senso. Spero di sbagliare il meno possibile anche se qualche errore sicuramente lo farò».

Sulla Moldavia: «Non so dire quanto sia probante o meno, lo vedremo sul campo. Credo che, in generale, non dobbiamo essere, in nessuna circostanza, presuntuosi. Non basta più aver scritto "Italia" per vincere le partite. Il calcio è cambiato, gli equilibri sono cambiati e la conoscenza è di dominio di tutti. Ormai si fa fatica contro tutti. Di solito, quindi, sono sempre test probanti».

RAI SPORT

«Sono molto curioso - dichiara Nicolato ai microfoni di Rai Sport -. Questo è un gruppo giovane, nuovo e che ha avuto esperienze precedenti insieme. Utilizzeremo raduno per conoscerci meglio e per vedere un pochiettino i ragazzi, vedere il loro spirito e la loro voglia di fare un lavoro fatto bene».

Sul modulo: «A livello di principi abbiamo intenzione di dare continuità al lavoro di Mancini (Roberto, ndr) per cercare di creare i presupposti affinché i ragazzi conoscano determinate situazioni che, spero, si ritroveranno nella Nazionale maggiore. Sicuramente non partiremo con la difesa a tre, partiremo con la difesa a quattro e ragioneremo su quelle che sono le caratteristiche dei nostri interpreti e della nostra rosa, ma seguiremo certamente i principi della Nazionale A».

Sul gruppo azzurro: «Ci stiamo conoscendo. Il gruppo, chiaramente, è composto in gran parte da ragazzi che hanno fatto l'Under 19 e l'Under 20 insieme a me, quindi si conoscono da molti anni. C'è anche un gruppo di ragazzi che si conoscono poco e che conoscono poco gli altri, quindi  ci sarà bisogno di un po' di tempo».

Sul capitano: «L'ho scelto e sarà Locatelli (US Sassuolo Calcio, ndr). È un giocatore importante, un ragazzo intelligente e di grande livello, che ha esperienze internazionali, in Serie A ed è al terzo biennio in Under 21. È un ragazzo per bene di cui mi fido».