Ancora una volta c'è solo il risultato: passo indietro per l'Italia che va in Brasile

07.06.2013 23:26 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Ancora una volta c'è solo il risultato: passo indietro per l'Italia che va in Brasile

Con poche idee, poco gioco e un grande Buffon, l'Italia porta via un punto da Praga e resta saldamente in testa al Gruppo B di qualificazione al Mondiale 2014, dopo aver superato quella che sulla carta era la trasferta più dura dell'intero raggruppamento. Di buono, come accaduto altre volte del corso di questa campagna preliminare, c'è dunque solo il risultato, che premia un'Italia anche oltre i suoi meriti, vista la quasi inoperosità di Cech nel corso dell'intera gara.

Più che cosa non ha funzionato verrebbe da chiedersi cosa abbia funzionato questa sera nell'undici di Prandelli. La coppia rossonera El Shaarawy-Balotelli, con alle spalle un altro milanista come Montolivo, è apparsa decisamente poco ispirata in netta controtendenza con quello che si era visto nell'uscita contro Malta, dove al di là del morbido avversario si era vista un'intesa più collaudata, a dire il vero un po' scemata anche negli ultimi mesi a San Siro, con il numero 9 che, rimediando due gialli in una manciata di minuti, ha commesso una grave ingenuità che ha tolto agli azzurri le residue possibilità di vincere la partita, magari con un suo colpo che tuttavia non era assolutamente nell'aria.

L'insufficiente fase offensiva è stata però figlia anche di un centrocampo dove Pirlo non ha mai rischiato la giocata complessa e nel quale i due intermedi, Marchisio e De Rossi, non hanno avuto spazi buoni per inserirsi e non sono riusciti a trovare le giuste misure, allargando e stingendo a intermittenza la loro posizione senza ottenere risultati e anzi lasciando a volte spazi buoni per la batteria di trequartisti cechi, che in contropiede ha dimostrato invece di saper gestire la sfera mandando in confusione una difesa che, pur non avendo combinato disastri, ha dato segni di deconcentrazione con un paio di errori di intesa che fortunatamente non sono costati caro.

Rimandato questa sera anche Prandelli, che ha messo in campo la migliore formazione possibile col modulo più conosciuto (10/11 si giocavano undici mesi fa il titolo europeo contro la Spagna), ma che non lo ha cambiato col 4-3-3 per provare a girare la partita nel momento di difficoltà, scelta che comunque è comprensibile nell'ottica di una classifica che continua a sorridere, visti i 4 punti di vantaggio sulla Bulgaria seconda con quattro gare ancora da giocare di cui tre in casa. Questo è però un discorso che verrà riaperto con le sfide di settembre: è infatti imminente la partenza per il Brasile, dove l'11 giugno si giocherà la (poco probante) amichevole benefica con Haiti e il 16 si esordirà in Confederations Cup contro il Messico, un appuntamento da non snobbare per evitare la figuraccia di quattro anni fa in Sudafrica.