Brasile senza pietà, Italia senza gioco: ora resta solo il carattere

22.06.2013 23:39 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Brasile senza pietà, Italia senza gioco: ora resta solo il carattere

Altri quattro gol presi, un altro arbitro non all'altezza e un gioco che ancora latita: non è assolutamente positiva per l'Italia la serata di Salvador, in cui gli Azzurri hanno dovuto cedere, quattro anni dopo lo 0-3 rimediato in Sudafrica, per 4-2 contro un Brasile che ha confermato la sua vocazione non esattamente spettacolare, ma molto italiana nel capitalizzare le occasioni create.

Poco brasiliana, contrariamente ad esempio all'amichevole di marzo, è stata invece la squadra di Prandelli, incapace nella prima parte della gara di varcare palla al piede la linea di metà campo col pallone tra i piedi e che si è affidata ancora una volta al contropiede per cercare di infilare la porta di Julio Cesar. Le sortite di Candreva da una parte e Giaccherini - subentrato a Montolivo dopo pochi minuti di gioco nell'inedito 4-2-3-1 - dall'altra raramente hanno sorpreso la retroguardia verdeoro e la soluzione del lancio lungo per Balotelli è apparsa sicuramente insufficiente per creare pericoli. Non a caso anche questa volta i due gol segnati dagli Azzurri sono risultati piuttosto estemporanei: il primo, firmato da Giaccherini che a questo punto è la vera sorpresa di questa spedizione, nasce infatti da una splendida giocata del numero 45 del Milan, mentre il secondo da calcio piazzato, sorvolando sull'orrore dell'arbitro Irmatov che fischia il rigore salvo poi convalidare la rete di Chiellini.

Con l'attacco che non ha girato, peggio ancora ha fatto la difesa, incapace di trovare un durevole antidoto alla minaccia-Neymar (a volte irritante nella sua teatralità, ma terribilmente efficace) e apparsa più volte impreparata contro una prima punta di valore non trascendentale come Fred, riuscito addirittura a segnare una doppietta sovrastando in occasione del primo centro personale un Chiellini in netto ritardo di posizionamento prima e di intervento poi. Se poi anche Buffon delude, commettendo ingenuità - al netto degli errori degli assistenti - su tre delle quattro  reti della squadra di Scolari, si arriva facilmente a capire il perché di un risultato così pesante, che porta il conto dei gol subiti a 8 in 3 partite, decisamente troppi.

Risultato che ci condanna - salvo clamorosi risultati nelle gare di domani - a giocarci la qualificazione  alla finale con la Spagna, avversario contro il quale saranno ammessi ancor meno errori di quanti se ne sarebbero potuti commettere contro il Brasile di questa sera. È evidente che un'Italia in queste condizioni difficilmente potrà impensierire una squadra tanto rodata quanto in forma, grazie anche alla massiccia rotazione operata, come quella di Del Bosque. Ci si può appellare solo al carattere che ci ha permesso di rimettere le mani sulla gara contro il Messico, di ribaltare e vincere in extremis quella contro il Giappone e di provare un forcing - disperato quanto infruttuoso, pur con la traversa di Maggio ancora su calcio d'angolo - in quella di questa sera. Ma contro la roja probabilmente non basterà, e lo sappiamo bene.