Da Roma a Parigi: parte il countdown

13.10.2015 23:22 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 696 volte
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Da Roma a Parigi: parte il countdown

Si chiude ufficialmente il capitolo delle qualificazioni a UEFA Euro 2016 con la bella vittoria dell’Olimpico sulla Norvegia, un 2-1 che conferma la via intrapresa a Baku a livello di intensità e soprattutto di efficacia in campo. A otto mesi dall’Europeo, ci sono aspetti positivi e aspetti negativi su cui riflettere in vista della partecipazione al torneo continentale.

COSA VA - Se c’è una cosa che Conte trasmette alle sue squadre è certamente la voglia di vincere e la grinta necessaria per restare in partita in ogni situazione, dalla più favorevole alla più problematica. Nel corso di queste 10 partite di qualificazione gli Azzurri hanno vissuto diverse tipologie di momenti negativi: dall’empasse avuta contro Malta, al dominio croato a San Siro, alla svagatezza della trasferta in Bulgaria, ma non hanno mai mollato e sono riusciti a portare via i tre punti o quantomeno non capitolare, meriti che si sono poi tramutati in una qualificazione anche più agevole del previsto viste le premesse. Basti pensare proprio alla Croazia, che sembrava inarrestabile a inizio campagna e che ha staccato il biglietto per la Francia solo grazie al KO della Norvegia all’Olimpico; Norvegia che aveva montagne di motivazioni in più rispetto all’Italia, che però ha spinto al massimo per rimontare e vincere la gara. Un’importante inversione di tendenza rispetto ad altre sfide “inutili” in cui gli Azzurri spesso levavano il piede dal pedale dell’acceleratore.

COSA NON VA - Il problema del materiale umano meno pregiato rispetto a qualche anno fa è un fardello che l’Italia si porterà dietro ancora per parecchio tempo ed è ormai un fatto acclarato su cui è impossibile sindacare. Si può invece discutere sulla mancata scelta definitiva di un sistema di gioco: questa sera si è completato il cerchio tornando al 3-5-2 con cui si era iniziato e si sono provati almeno quattro assetti diversi. Dopo oltre un anno di gestione e a meno di un anno dal grande appuntamento era lecito attendersi una maggiore chiarezza di idee dal CT, che se vuole avere velleità di proseguire nel torneo dovrà giocoforza fare una scelta, che potrà anche essere dettata dalla disponibilità e dalla forma dei calciatori a fine campionato, ma che dovrà comunque partire da un’idea di base che funzioni a prescindere dagli interpreti. Non solo: qualunque modulo, qualunque tipologia di sviluppo della manovra si sia scelta, gli Azzurri hanno segnato con il contagocce. Diverse sono state le vittorie con scarto minimo e solo una volta si è andati oltre le due segnature, scegliendo un modulo però decisamente squilibrato come il 4-2-4, e anche questa sera, pur con una maggiore mole di gioco, si è avvertita una certa fatica a concludere verso la porta di Nyland con effettiva pericolosità.

Le amichevoli che avranno inizio nel mese di novembre serviranno per limare questi difetti e arrivare in Francia nella migliore versione possibile: l’Italia non è di certo nel gruppo delle favorite, ma non bisognerà lasciare nulla di intentato.