Dalla provincia al Mondiale, il serbatoio delle piccole per un'Italia ancora più grande

01.06.2013 01:26 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
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Dalla provincia al Mondiale, il serbatoio delle piccole per un'Italia ancora più grande

Difficile parlare di moduli, schemi e soluzioni offensive visto il modesto avversario come la nazionale di San Marino, liquidata senza difficoltà dagli Azzurri con un secco 4-0, lo stesso risultato dell’ultimo precedente datato 1992. L’inconsistenza dell’avversario, l’assenza dei tre punti in palio e la ricchezza di seconde linee nella formazione iniziale e nei subentri  impediscono probabilmente qualsiasi analisi su ciò che va e che magari non va nella squadra di Prandelli, che ora si prepara alla trasferta di Praga – che può essere decisiva per quanto riguarda la qualificazione ai Mondiali del prossimo anno – e a quella in Brasile per quella Confederations Cup che quattro anni fa diede le prime avvisaglie del disastro sudafricano del Mondiale successivo e che questa volta dovrà vederci protagonisti.

La partita del Dall’Ara lascia però qualche spunto interessante per quanto riguarda gli uomini schierati dal CT, che ha dato minutaggio ad Ogbonna e Ranocchia al centro della difesa, a Poli e Aquilani a centrocampo e a Diamanti in attacco, con un Gilardino sempre più quotato come riserva “di lusso” nel ruolo di centravanti e Cerci, Sau e Bonaventura che hanno dimostrato di potersi giocare un posto come esterni offensivi di quel 4-3-3 su cui Prandelli insiste ormai da diverso tempo e che appare sempre più – pur con le dovute precauzioni del caso – come un’alternativa credibile e proponibile al 4-3-1-2 del primo biennio. La serata bolognese ha dunque dimostrato l’ampiezza del parco giocatori tra cui scegliere, sempre maggiore anche grazie a realtà come Atalanta, Bologna, CagliariSampdoria e Torino, squadre lontane dall’alta classifica della nostra Serie A ma che forniscono un contributo importante su cui gli Azzurri possono contare se non altro per avere l’imbarazzo della scelta su seconde linee che, in una competizione breve e serrata come un mondiale, tante volte possono risultare decisive nella gestione delle energie e non solo. E chissà che tra un anno, non sarà proprio una sorpresa di provincia a farci gioire davanti ai tifosi verdeoro.