Il doppio playmaker non convince, si parte per il Brasile con tanti dubbi

04.06.2014 23:08 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 958 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Il doppio playmaker non convince, si parte per il Brasile con tanti dubbi

Difficile non provare apprensione dopo la settima gara consecutiva tra qualificazioni e amichevoli in cui non si riescono a cogliere i materiali o virtuali tre punti, impossibile non far suonare un vero e proprio campanello d'allarme dopo un pareggio contro una nazionale di bassissimo rango come il Lussemburgo, che solo pochi giorni fa era stata pesantemente sconfitta dal Belgio per 5-1.

ESPERIMENTO FALLITO - Prandelli aveva pensato all'antidoto del doppio playmaker, con Pirlo e Verratti davanti a Daniele De Rossi, restituito al suo ruolo di schermo davanti alla difesa che interpreta nella Roma, contro gli evidenti problemi offensivi palesati nelle precedenti uscite del 2014 contro Spagna e Irlanda, seppur con tutte le attenuanti del caso riconoscibili in entrambi i match. Tale soluzione ha però eccessivamente castrato il reparto offensivo, con Marchisio e Candreva che non sono riusciti a trovare una posizione univoca, Balotelli lasciato quindi troppo solo e la qualità di Cerci, Insigne e Cassano lasciata in panchina. L'ingresso nel secondo tempo del barese, schierato al fianco di Balotelli, ha ricordato che nei quasi quattro anni della gestione di Prandelli il 4-3-1-2 è il modulo che ha dato più certezze e risultati, anche in virtù delle caratteristiche degli uomini utilizzati dal CT di Orzinuovi, ma il cambio tattico non è bastato per andare oltre la singola rete segnata ai modesti avversari di stasera. Il gol di Chanot, paradossalmente, è servito solo a rendere concreta nel punteggio la pessima impressione data dalla prestazione degli Azzurri, per nulla brillanti e incapaci di creare chiare occasioni da gol per la quasi totalità della partita.

CHE FARE? - Il dubbio è uno ed è semplice: insistere su questo nuovo sistema di gioco, su cui si è puntato in questo periodo di preparazione come dichiarato da Mattia De Sciglio nel postpartita, o tornare al 4-3-1-2 che sembrerebbe offrire più garanzie. A questo dovrà pensare Cesare Prandelli nei 10 giorni che ci separano dall'esordio iridato contro l'Inghilterra, con in mezzo l'amichevole di domenica contro la Fluminense come ultima chance per avere risposte definitive. Se basteranno, lo sapremo solo con la Coppa in palio.