Il vecchio Conte porta gli azzurri in Francia

10.10.2015 19:54 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 506 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Il vecchio Conte porta gli azzurri in Francia

Ci sono anche gli Azzurri. Con la vittoria ottenuta quest’oggi a Baku, la squadra di Conte mette il sigillo sulla qualificazione e farà parte delle 24 che a giugno si giocheranno in Francia il titolo europeo. Il superamento della fase preliminare del torneo continentale da parte dell’Italia non è certo una notizia, o meglio non lo è aver ottenuto oggi il pass, dopo una gara contro un avversario non trascendentale; lo è il vecchio-nuovo sistema di gioco proposto quest’oggi dal CT, un 4-2-4 di pugliese memoria.

Questo 4-4-2 offensivo, con Candreva ed El Shaarawy sui due esterni, è infatti il modulo che l’ex allenatore della Juventus forgiò a Bari, dove nel 2008/2009 vinse il campionato di Serie B, e che utilizzò anche nella sua esperienza a Siena due stagioni più tardi, scendendo solo di un gradino in classifica ma salendo comunque nella massima divisione. Difficile misurare quanto questa scelta sia stata dettata dal tipo di impegno, quanto dalle assenze e quanto dalla effettiva volontà di investire su questo modulo, dopo aver testato 3-5-2, 4-3-3 e un 4-4-2 meno sbilanciato nel suo primo anno abbondante di mandato, ma quanto fatto vedere dall’Italia sul campo di Baku, facendo un discorso in prospettiva, ha probabilmente suggerito più controindicazioni che motivi per insistere su questo stile. Il motivo più appariscente è certamente la rete incassata, frutto di un’amnesia di Chiellini e Bonucci messi però in difficoltà da un evidente sbilanciamento dei compagni, che squadre più dotate dell’Azerbaijan sfrutterebbero con ancora maggiore facilità. Poi c’è da tenere conto dell’aspetto atletico: il torneo francese arriverà al termine di una stagione che non si farà tardi a definire massacrante e un simile sistema di gioco richiede grandi capacità di corsa e sacrificio per evitare di disunirsi, commettendo errori che in una competizione relativamente breve come un Europeo potrebbero essere fatali, anche a fronte di un rendimento offensivo potenzialmente maggiore (potenza trasformata in atto quest’oggi con i tre gol segnati, prima volta che l’Italia di Conte riesce ad andare oltre le due segnature).

La sfida di martedì con la Norvegia sarà di fatto la prima tappa di preparazione a un torneo che non ci vedrà favoriti e in cui servirà non sbagliare nulla per poter sognare: forse una via diversa da quella di Baku potrebbe essere già un buon viatico per centrare questo primo obiettivo.