La conferma che nessuno voleva

13.10.2014 22:46 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
La conferma che nessuno voleva

La gara con Malta doveva essere quella del riscatto dopo la mediocre prestazione di Palermo; è stata invece la conferma di un gruppo con forti problemi offensivi, che ha sì nove punti in cascina, ma che è il brandello dell’embrione di squadra che lasciava ben sperare a settembre.

A pochi minuti dall’inizio della gara, la scelta della contemporanea presenza di Darmian e Candreva poteva suggerire un passaggio alla difesa a quattro e la scelta di un 4-4-2 o 4-3-3 come sistema di gioco. Nulla di tutto questo è in realtà accaduto: il difensore del Torino si è accomodato nel solito pacchetto a tre con Bonucci e Chiellini, il laterale offensivo laziale sull’out di destra del centrocampo a cinque e l’Italia ha fornito una prestazione nuovamente deficitaria dal punto di vista della qualità, sintetizzabile con l’agghiacciante numero di tre gol segnati complessivamente contro Azerbaijan e Malta, tutti su calcio piazzato e con gli uomini di Ghedin in inferiorità numerica per quasi 50 minuti. Si è vista leggermente più intensità nella seconda parte della gara, ma le idee hanno continuato a latitare, giacché delle peculiarità delle squadre di Conte si è visto solo qualche lancio lungo di Bonucci - la cui espulsione è probabilmente eccessiva, ma che nasce da un’ingenuità inspiegabile per due difensori pluricampioni d’Italia come lui e Chiellini - e dei rari tentativi di dialogo tra le due punte. Nessun inserimento dei centrocampisti nonostante la presenza di due specialisti come Marchisio e Florenzi, fasce lasciate un po’ a loro stesse e Pellè e soprattutto Immobile isolati a lottare contro i non eccezionali, ma numerosissimi, difensori maltesi.

Neanche il primo gol Azzurro - al debutto - dell’attaccante del Southampton risolleva una serata che, sommata a quella di venerdì scorso a Palermo - lascia veramente poco da cui ripartire nel futuro prossimo, un futuro prossimo che si chiama Croazia, primo test davvero probante per una squadra che dovrà decisamente cambiare registro, se non altro riprendendo la strada intrapresa a settembre. Ma, chiediamo ancora, siamo sicuri che sia quella la via maestra?