Medaglia di bronzo e segnali d'oro: arrivederci al Brasile con il sorriso

30.06.2013 21:20 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 1524 volte
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Medaglia di bronzo e segnali d'oro: arrivederci al Brasile con il sorriso

Il terzo posto in una Confederations Cup non è di certo la soddisfazione più grande che calciatori e tifosi possano sognare. Ma questo terzo posto, ottenuto con la spia della riserva accesa prima ancora di iniziare la gara e dopo quei rigori che ci avevano condannato non più di tre giorni fa, non può che assumere diversi significati che vanno oltre la medaglia di bronzo che gli uomini di Prandelli hanno messo al collo nel pomeriggio di Salvador.

Innanzitutto, se mai ce ne fosse ancora bisogno, questo match con l'Uruguay ha dimostrato quanto i giocatori dell'Italia abbiano tenuto a questa competizione e in generale tengano a vincere ogni volta che si va in campo. Con mezza squadra fuori, 24 ore di riposo in meno e 30 minuti di gioco in più rispetto agli avversari, le motivazioni generate una gara valevole solamente per il terzo posto sarebbero potute non essere sufficienti per tenere il campo contro una squadra storicamente abituata a lottare come la Celeste. E invece, pur con qualche ovvia difficoltà atletica e di gioco, gli Azzurri hanno riversato in campo ogni goccia di benzina ancora rimasta, sfiorando il successo nei tempi regolamentari e ottenendolo poi dopo i tiri dal dischetto.

Già, i rigori. Aver vinto dagli undici metri ha immediatamente smorzato quello che sarebbe potuto diventare, se non un incubo, quantomeno un brutto pensiero in vista del Mondiale del prossimo anno. Forse una realizzazione da parte di Bonucci avrebbe potuto ulteriormente tranquillizzare tutti in prospettiva iridata, ma è anche vero che Prandelli potrà eventualmente disporre di tanti altri uomini a cui affidare la responsabilità prima di lui in caso di necessità. Così come ha tanti altri uomini, oltre quelli più utilizzati, da mettere in campo in caso di forfait o scarsa forma dei più esperti: Diamanti ha fatto vedere ancora una volta di avere piede e personalità per prendere parte a competizioni del genere, Astori ha calcato il terreno di gioco con grande tranquillità nonostante fosse al quinto gettone di presenza in Nazionale e all'esordio in una gara ufficiale, senza dimenticare Candreva che ha finalmente convinto in Azzurro dopo averlo fatto in biancoceleste e Giaccherini che ha definitivamente spazzato via ogni dubbio sul suo conto per duttilità e qualità.

Prandelli potrà dunque far tesoro di questa buona Confederations Cup disputata al ritorno in Brasile l'anno prossimo. Come l'anno scorso agli Europei, il CT di Orzinuovi ha probabilmente peccato nella gestione delle energie e dovrà trovare un modo per far fronte ai tanti impegni nel giro di pochi giorni delle grandi manifestazioni, ma ha anche confermato quanto di buono fatto vedere in Polonia e Ucraina a livello di gioco e di interpretazione delle varie gare, pur con qualche difetto da correggere sia a livello di intensità - il riferimento è alla gara col Giappone - che a livello di manovra - come visto contro il Brasile. Ora tutti in vacanza, l'appuntamento è il 14 agosto, quando l'Italia ospiterà all'Olimpico l'Argentina di Messi ,e poi per le gare di settembre e ottobre che sanciranno - presumibilmente - il nostro accesso diretto al Mondiale. Per trasformare il bronzo in oro.