Pari dolceamaro con l'Inghilterra, a Zagabria il primo crocevia

31.03.2015 22:55 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
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Pari dolceamaro con l'Inghilterra, a Zagabria il primo crocevia

La serata dello Juventus Stadium regala un doppio verdetto dolceamaro ad Antonio Conte: nella stessa partita gli Azzurri hanno avuto il merito di aver tenuto testa a una squadra attrezzata e in forma (sempre vincente prima di stasera dopo il disastro mondiale) come l’Inghilterra, ma hanno anche mostrato come i loro avversari di stasera viaggino a una velocità piuttosto diversa per qualità e ritmo di gioco.

L’Italia è stata costretta per gran parte della partita a subire il giropalla degli inglesi, cercando di controbattere con un’aggressività che solo a tratti ha fatto emergere con continuità la squadra, che ha fatto vedere in qualche occasione belle cose in verticale. Nulla da dire dunque sul piano dell’identità, con le caratteristiche tipiche delle squadre di Conte apparse chiare nell’arco di tutti i novanta minuti, che si sono dovute scontrare però con un gap tecnico che, a costo di essere ripetitivi, resta ampio anche al netto delle assenze dall’undici titolare di di Barzagli, Pirlo, De Rossi e Marchisio. Col passare dei minuti, infatti, i padroni di casa hanno concesso sempre più spazio fino a rimanere quasi schiacciati nel proprio terzo senza riuscire a risalire il campo palla al piede, a certificare ancora una volta come in questo momento si è una squadra più piccola rispetto alle big europee.

D’altra parte, se gli esordienti azzurri dal primo minuto di questa sera, con tutto il rispetto, si chiamano Valdifiori ed Eder e quello avversario ha il nome di Harry Kane (29 gol in 43 partite stagionali col Tottenham), se da una parte c’è Pellè (2 gol in azzurro con quello di stasera) e dall’altra Rooney (fermato a più riprese solo da un ottimo Buffon) è difficile pensare di poter fare molto di meglio con la continuità che serve per presentarsi tra un anno abbondante in Francia nel gruppo delle favorite. Così come non ci si presenterà da favoriti il 12 giugno a Zagabria, in un crocevia fondamentale del percorso che porterà oltre le Alpi: in contemporanea la Norvegia ospiterà il non trascendentale Azerbaijan e dunque tutto è in gioco sia a livello di classifica, sia per quanto riguarda la credibilità a grandi livelli della nostra nazionale.