Rossi e Balotelli, la coppia d'attacco 2.0

18.11.2013 23:10 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 1320 volte
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
Rossi e Balotelli, la coppia d'attacco 2.0

Si chiude il 2013 dell'Italia di Prandelli, si apre la strada che porta in Brasile con una certezza, anzi due: Mario Balotelli e Giuseppe Rossi costituiscono la coppia su cui questa squadra potrà e dovrà fare affidamento per inseguire il sogno iridato. Con la Germania gli Azzurri avevano ritrovato il modulo a loro più caro, questa sera contro la Nigeria i suoi interpreti migliori, quei due attaccanti che per un motivo o per l'altro mai erano riusciti a incrociare le loro strade in Azzurro.

I due formano una versione 2.0 della classica coppia offensiva: Balotelli il centravanti fisico, Rossi la seconda punta mobile, con la capacità di catalizzare gioco e le doti balistiche del primo e la tecnica in velocità del secondo a costituire un plus che può fare la differenza rispetto a tutte le altre combinazioni offensive provate da Prandelli in assenza dell'uno, dell'altro o di entrambi. Sulla strada per Euro 2012 Pepito ha fatto tandem con Cassano proponendo un ottimo gioco palla a terra; nella rassegna europea, dopo l'infortunio dell'allora punta del Villarreal, Balotelli è subentrato a dare potenza al reparto insieme a Fantantonio. Poi le qualificazioni al Mondiale e i tanti assetti provati, con trequartisti e ali alle spalle o ai fianchi del milanista e altri partner come El Shaarawy e Osvaldo che per un motivo o per l'altro non si sono rivelati compatibili. Sono bastati solo 12 minuti della gara di Craven Cottage per capire quanto questo duo sia completo: apertura degli spazi e rifinitura di Balotelli, inserimento e tocco sotto di Rossi, azione tanto semplice quanto efficace, perfettamente in linea con l'idea di gioco proposta dal CT.

CT che però non può essere totalmente soddisfatto di quanto visto in terra londinese, dove sono arrivati altri due gol su gioco aereo, che sta diventando il vero problema della retroguardia azzurra. Va detto che il quartetto schierato questa sera era totalmente sperimentale e che un centrocampo come quello con Candreva intermedio finisce inevitabilmente per essere sbilanciato in avanti, ma i gol di Dike (incredibilmente simile a quelli incassati al Parken da Bendtner, con il terzino sinistro lasciato solo) e Ameobi hanno palesato una difficoltà ormai radicata nel difendere sui palloni alti provenienti dalle corsie.

Sarà questo uno degli elementi su cui lavorare il prossimo anno, che si aprirà con l'amichevole del 5 marzo in terra spagnola. In mezzo, il sorteggio del 6 dicembre che svelerà le nostre avversarie nella fase a gironi del Mondiale.