Sprazzi d'Italia col vestito buono. Aspettando Pepito...

15.11.2013 23:10 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 1131 volte
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Sprazzi d'Italia col vestito buono. Aspettando Pepito...

Se ne servivano ancora, abbiamo avuto un'altra conferma: il modulo di questa Italia è il 4-3-1-2. Col 4-3-1-2 gli Azzurri hanno agevolmente ottenuto la qualificazione a Euro 2012, col 4-3-1-2 hanno schiantato Inghilterra e Germania in Polonia e Ucraina, col 4-3-1-2 hanno espresso il miglior calcio in questi tre anni e col 4-3-1-2 hanno giocato alla pari contro i tedeschi questa sera.

Schierati con le due punti e il centrocampo di palleggiatori (e mancava anche un certo Daniele De Rossi…), gli Azzurri, pur colpiti dal gol a freddo dopo una buona partenza, hanno progressivamente preso campo facendo girare il pallone con una fluidità che non si vedeva da tempo, arrivando al pari con un bello scambio tra Bonucci e Abate (al primo centro azzurro), magari creando poco altro negli ultimi metri, ma mantenendo il pallino delle operazioni per tutta la frazione, in cui i tedeschi - che, va detto, con le assenze di Klose e Gomez hanno giocoforza dovuto sperimentare Gotze come falso nueve - hanno sì colpito legni, ma solo su calcio piazzato e sul tentativo di suicidio del difensore juventino. Nel secondo tempo la sfida è complessivamente scesa di tono, e l'ingresso di Candreva per Osvaldo ha dato ulteriore conferma della maggior efficacia del sistema a rombo rispetto all'albero di Natale. La fortuna ha fatto il resto, con lo scontro tra Bender e Reus che ha tenuto viva la nostra imbattibilità con la Germania che dura da 18 anni.

I margini di miglioramento di questa squadra sono comunque ampi, ampi quanto il talento e il rendimento di un certo Giuseppe Rossi, colonna portante della prima annata della gestione di Prandelli e dimenticato a causa dell'infortunio con relative ricadute. La sua assenza promosse Balotelli titolare a Euro 2012, il suo ritorno - magari già da lunedì a Londra con la Nigeria - potrebbe dar vita a una coppia capace di convertire gli sprazzi visti stasera in azioni offensive più ficcanti e pericolose. A patto che il milanista ritrovi la verve perduta da qualche settimana. Il tempo c'è, a lui il compito di sfruttarlo al massimo.