Tante risposte, poco tempo

29.03.2016 23:39 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 853 volte
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Tante risposte, poco tempo

L’Italia ha scelto di affrontare i migliori e ha avuto le risposte che cercava: il duo di amichevoli contro Spagna e Germania servirà senz’altro agli azzurri per capire pregi (non tanti, ma non assenti) e limiti (molti) in vista delle convocazioni per UEFA Euro 2016.

ESPERIMENTO FALLITO - La partita di Udine di giovedì ha mostrato una nazionale decisamente positiva in un preciso fondamentale di squadra: la transizione offensiva. Le ripartenze di Bernardeschi, Zaza e Insigne sono state orchestrate con una tecnica in velocità raramente vista da queste parti e, probabilmente, sono l’arma principale, la signature move che Conte dovrà proporre in Francia per sfruttare al massimo le potenzialità del gruppo che avrà a disposizione. Va però considerato che tali transizioni devono essere innescate, e un centrocampo morbido, troppo morbido come quello dell’Allianz Arena è apparso assolutamente inadeguato allo scopo. Non si avranno sempre contro Kroos, Özil e compagnia, ma già nella fase di qualificazione Conte aveva osato probabilmente troppo con il 4-2-4, che ha prodotto meno di quanto valesse la pena di rischiare e concesso più di quanto ci si può permettere in un torneo breve come un europeo. Nelle due gare di marzo il CT ha invece seguito la corrente indicata dalla Serie A, con questo 3-4-3 fluido però solo nelle intenzioni: vari Giaccherini, Florenzi e Candreva non saranno sempre in grado di garantire, da soli, l’equilibrio necessario e occorre un sistema in grado di sorreggere entrambi le fasi di gioco.

PICCOLI CON I GRANDI - Specie perché, ogniqualvolta il tasso tecnico avversario si alza, lo scoglio diventa insuperabile. O meglio, questi due anni di gestione hanno dimostrato questo: due pareggi nelle sfide ufficiali con la Croazia, empate anche nelle amichevoli con Inghilterra e Spagna, sconfitte, anche pesanti, con Portogallo, Belgio e Germania, con la vittoria con l’Olanda puramente illusoria, visto il mancato accesso degli oranje al torneo francese. A causa risponde conseguenza: data per assodata una povertà tecnica senza precedenti in epoca moderna, se manca anche un’amalgama di squadra diventa impossibile ottenere risultati.

SEMPRE LE STESSE COSE - In generale, in due anni poco è cambiato: si fatica a risolvere problemi evidenziati già da parecchio tempo e ogni minimo risultato positivo viene accolto con dei trionfalismi del tutto eccessivi, salvo poi fare due, tre, quattro passi indietro pochi giorni dopo. E adesso c’è anche un problema in più: il tempo per sperimentare è finito, restano ancora due mesi di attività dei club e poi ci sarà da fare le scelte definitive per il cruciale periodo che precederà l’europeo. Le settimane di ritiro, conoscendo le metodologie di Conte, saranno decisive per preparare una squadra che dovrà essere perfetta per giocarsi il titolo contro avversari che hanno dimostrato in prima persona di valere di più.