Tornano i tre punti, resta la solita Italia

03.09.2015 23:30 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 808 volte
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Tornano i tre punti, resta la solita Italia

Da Malta a Malta, da 1-0 a 1-0, da Pellè a Pellè. Non sembra essere cambiato nulla dal 13 ottobre dello scorso anno, data in cui si registrava l’ultima vittoria in gare ufficiali dell’Italia proprio contro la squadra di Pietro Ghedin. Undici mesi fa si parlava di un’Italia impacciata, schierata con la difesa a 3 e incapace di produrre gioco contro una squadra bassissimo cabotaggio, salvata da una zampata del suo centravanti in mischia e con i tre punti come unica dote positiva della serata.

Molto di tutto ciò è stato confermato questa sera. Molto, non tutto: al di là dello scarso ritmo mostrato in troppi dei 90 minuti più recuperi, rispetto alla gara di andata gli Azzurri hanno mostrato un’organizzazione maggiore, certamente da migliorare ma segnale di una squadra che sta iniziando ad assorbire un modulo, il 4-3-3, con maggiore qualità rispetto a qualche tempo fa. Tra il dire e il fare resta comunque parecchio e a testimoniarlo c’è una prova che resta in ogni caso tra il mediocre e l’insufficiente: la circolazione della sfera, anche con due registi come Pirlo e Verratti e l’aiutante Bonucci, è risultata troppo lenta così come pochi sono stati i movimenti senza palla, fondamentali per disordinare una difesa maltese che invece non ha avuto troppe difficoltà nel rimanere compatta per gran parte della gara, dovendo di fatto fronteggiare il solo Pellè, cercato a più riprese dai lanci dei compagni senza particolare efficacia. Nella ripresa il maggiore ricorso alle fasce laterali ha allargato le maglie avversarie e questo ha aiutato a sfondare il muro pur con le solite cariche di calibro non certo elevato: contro la Bulgaria servirà l’ormai latitante intensità e uomini più pronti a sacrificarsi senza palla, elementi fondamentali soprattutto per questo sistema di gioco.

Breve, ma importante capitolo a parte va dedicato all’atteggiamento: rimediare un giallo per simulazione in una partita del genere e glissare sulla possibilità di aver segnato con la mano (in modo peraltro probabilmente involontario, quindi regolare) sono ulteriori sintomi di scarsa serenità e consapevolezza di essere all’altezza della situazione. Per andare agli Europei serviranno senz’altro i punti e i punti sono arrivati; per aspirare a essere una grande squadra serve anche qualcos’altro.