Bonucci: «Possiamo giocarcela. Contro la Spagna ci sarà da lottare»

 di Alessandro Paoli Twitter:   articolo letto 133 volte
Fonte: figc.it
© Getty Images
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Leonardo Bonucci, difensore classe '87 dell'AC Milan, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni, come riporta il sito ufficiale della Federazione Italiana Giuoco Calcio (figc.it) durante la conferenza stampa odierna della Nazionale A svoltasi alle ore 13:30 presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano (FI):

«Ci sarà da lottare - ammette l'Azzurro - e da soffrire, ma noi siamo pronti a dare tutto per portarci a casa la vittoria, senza paura, con la voglia di stupire. Non ci sentiamo battuti in partenza. Abbiamo solo due giornate di campionato nelle gambe, ma ci sono gare in cui l'adrenalina e gli stimoli ti aiutano a sopperire una condizione fisica non al massimo: quella di sabato è una di queste. L'Italia ha dimostrato nel passato recente di giocarsela con la Spagna, e io sento addosso la stessa eccitazione di Ventura».

Su Sergio Ramos García (Real Madrid CF): «È il migliore difensore al mondo. Lo apprezzo tantissimo, è un giocatore completo e credo che gli interventi ruvidi facciano parte del gioco di ogni difensore, poi bisogna sempre stare nei limiti. In ogni caso, con la Spagna abbiamo dimostrato di potercela giocare. Non so se ci temono, ma ci rispettano di sicuro. Siamo consapevoli dei nostri valori e che possiamo metterli in difficoltà. Certo, se vinci a Madrid e poi non vinci con Israele, la qualificazione te la metti in un posto, ma sono ottimista. Esistono delle similitudini con la sfida tra Juve e Real, ma poi sono partite diverse. Penso che la gara di sabato assomigli alla partita dell'Europeo 2016 (2-0 per l'Italia, ndr), o a Italia-Germania sempre della stessa manifestazione».

Sugli ex compagni juventini ritrovati in Nazionale A: «Mi fa piacere ritrovare a Coverciano i miei compagni di vita e di campo. Buffon, Barzagli e Chiellini rimangono amici, le nostre strade si sono divise, ma resta il rapporto che si è creato in sette anni di spogliatoio. Da loro ho imparato molto, mi hanno fatto crescere. Non allenarsi insieme non è un problema a un mese di distanza dalla separazione, siamo un trio consolidato. D'altronde ci sarà da fare squadra per dare fastidio alla Spagna. Sarà un'avventura».

Sui giovani: «Il ricambio generazionale? Io per altri 5, 6 anni spero di far parte di questo gruppo. Poi, dietro a noi, ci sono tanti giovani difensori interessanti e validi come Rugani (Juventus FC, ndr), Romagnoli (AC Milan, ndr), Caldara (Juventus FC, ndr) e, mi sbilancio, anche il giovanissimo Romagna del Cagliari, che mi somiglia parecchio».

Sul suo presente all'AC Milan e sul suo passato alla Juventus FC: «Siamo all'inizio di una nuova era, serve tempo per permettere a tutti di capire. Non è una questione che riguarda Juve o Milan e neppure il sottoscritto che è abituato a stare in mezzo alle polemiche, piuttosto si tratta di un cambiamento importante, ci dobbiamo abituare e anche dare modo di aiutare gli arbitri».