Mancini: «Ai ragazzi dico di allenarsi e fare la vita da atleti»

Il CT dell'Italia (Nazionale A) ha parlato durante il Bfc Academy Webinar organizzato dal Bologna FC 1909 sul suo canale ufficiale YouTube
02.05.2020 20:00 di Alessandro Paoli Twitter:    Vedi letture
Fonte: Bologna Fc 1909 (YouTube)/figc.it
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Roberto Mancini, CT dell'Italia (Nazionale A), ha rilasciato le seguenti dichiarazioni, come riporta il sito ufficiale della Federazione Italiana Giuoco Calcio (figc.it), durante il Bfc Academy Webinar organizzato dal Bologna FC 1909:

«Abbiamo organizzato qualche chat per salutare i ragazzi e tenerci in contatto con loro - dichiara il Commissario Tecnico azzurro -. Non ci vediamo da novembre e speriamo di ricominciare l'attività a settembre. I calendari saranno un problema».

Sul Bologna FC 1909: «Per me Bologna è Bologna, è una cosa speciale».

Sui giovani: «Nel mio staff ci sono persone che monitorano il Campionato Primavera e, se ci sono ragazzi in gamba, sono pronto a chiamarli. Per me l'età non conta: contano tecnica e personalità. Ragiono così perché io a Bologna ho esordito a sedici anni e mezzo, grazie al fatto che trovai persone che mi diedero fiducia e sono sempre pronto a fare lo stesso. Bisogna dare spazio ai giovani bravi, farli giocare e lasciarli anche sbagliare».

Su Nicolò Zaniolo (AS Roma): «Lo vidi giocare alle fasi finali dell'Europeo Under 19, in cui era sotto età e decisi di chiamarlo. In quella squadra avevo visto anche Tonali (Brescia Calcio), Scamacca (Ascoli Calcio 1898 FC), Kean (Everton FC). Per questo a voi ragazzi dico, impegnatevi e allenatevi duro: se avete qualità tecniche e personalità sono pronto a chiamarvi, anche se non avete ancora esordito in prima squadra».

Di nuovo sui giovani: «Credo di essere l'allenatore, spero di non essere smentito, ad aver fatto giocare più giovani in tutte le mie esperienze di club. Tra Inter, Fiorentina, Lazio, Manchester City, Galatasary, Zenit. Quando vedo un calciatore pronto per la prima squadra lo faccio entrare e se ha qualità anche giocare, non pensando alla possibilità che possa farmi perdere una gara. Quando Burgnich mi fece debuttare a 16 anni e mezzo, davanti a me c'erano 4-5 attaccanti molto più bravi ed esperti, non so perché lo fece, ma mi diede la possibilità; le prime 2-3 gare entrai dalla panchina, ero emozionato, non riuscivo a giocare come volevo. Alla quarta, feci anche gol; quella rete mi diede una spinta enorme e poi giocai quasi tutte le gare».

Sul calcio femminile: «Ci vuole una grande passione e voi ragazze ne avete tanta. Vedo anche le calciatrici della Nazionale, hanno una passione pazzesca e questo fa sì che riescano sempre a migliorare. Spero che possano crescere ancora perché adesso, rispetto a quando è iniziato, il campionato femminile è migliorato molto come anche la Nazionale».

Su come dovrebbero vivere il loro percorso nel Settore Giovanile i giovani calciatori: «Tecnica e personalità sono importanti e sono le prime cose che guardo, ma non sono tutto. Io ho perso un paio di anni, dopo l'esordio, pensando che fossero tutto. Di qualità ne avevo, me l'aveva data il buon Dio, poi ho capito e sono migliorato tanto con il lavoro. Non l'avessi fatto, mi sarei perso, come Macina. Era un classe '64 come me, mio compagno nelle giovanili del Bologna: era il più forte del mondo tra gli Under 15, poteva essere Messi, non ho mai più visto uno con il suo talento. Ma non gli piaceva allenarsi e si è perso per strada. Per questo ai ragazzi dico: allenatevi, fate vita da atleti, ascoltate il vostro corpo e curatevi. Se avete talento, queste sono le regole da seguire per arrivare».