Nicolato: «Partiamo con un gap fisico notevolissimo rispetto alla Svezia»

Il CT azzurro ha parlato alla vigilia della gara di qualificazione al prossimo Europeo di categoria contro la Svezia in programma l'8 settembre a Kalmar
06.09.2020 16:40 di Alessandro Paoli Twitter:    Vedi letture
Fonte: Radio Rai - Domenica Sport
© Getty Images
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Paolo Nicolato, Commissario Tecnico dell'Italia Under 21, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di Radio Rai all'interno della trasmissione Domenica Sport in vista della in vista della 6ª giornata della fase di qualificazione alla fase finale della UEFA European Under-21 Championship Hungary-Slovenia 2021 in programma nella giornata di martedì 8 settembre 2020 alle ore 18:30 presso la Guldfågeln Arena di Kalmar (Svezia) [diretta televisiva Rai 2].

«Partiamo sicuramente con un gap fisico notevolissimo - dichiara il CT azzurro -. Tradizionalmente la Svezia, come tutti i paesi del nord, è una squadra che corre molto. Affrontarli mentre sono alla loro 18ª giornata di campionato (Allsvenskan, ndr) mentre noi siamo praticamente usciti da sotto gli ombrelloni non è una cosa così semplice. I nostri ragazzi, in questo momento, non hanno una preparazione omogenea perché c'è chi ha comincato una settimana fa, chi deve ancora cominciare, chi ha finito un mese fa, etc... non è facile da questo punto di vista. Immagino che sarà una partita in cui dovremo sicuramente soffrire e speriamo di farlo nel modo giusto».

Sui criteri di scelta per ridurre la rosa da 31 a 23 calciatori: «Le scelte, per me, sono state semplici. Abbiamo l'esigenza di ampliare un po' la rosa, esigenza dovuta, grazie a Dio, al fatto che abbiamo diversi calciatori in Nazionale A (attualmente Moise Bioty Kean dell'Everton, Manuel Locatelli dell'US Sassuolo Calcio e Nicolò Zaniolo dell'AS Roma, ndr). Dobbiamo cercare di creare delle alternative a questi calciatori che, in questo momento, sono più pronti. Abbiamo chiamato tanti ragazzi che, nella passata stagione, si sono messi in mostra, soprattuto nel campionato di Serie B, e che hanno fatto un po' di presenze per vederli allenarsi da vicino e per poterli comparare con quelli dei nostri che sono rimasti in Under 21. Sulla base di questo, nel rispetto dei ruoli e delle nostre necessità, abbiamo cercato di trattenere i ragazzi che ci sono sembrati un attimino più avanti di condizione in questo momento. Questi ragazzi che abbiamo provato, che sono dieci/dodici, ci verranno utili. Chiaramente non possiamo mantenere sempre la stessa qualità poiché diamo i nostri calciatori migliori alla Nazionale A. Il nostro compito, però, è questo e siamo orgogliosi di aver portato i ragazzi in Nazionale A. Cercheremo, nonostante questo, di essere competitivi».

Sul "mini blocco" dell'Atalanta BC (Bettella, Carnesecchi, Colpani, Delprato, Melegoni e Varnier, ndr): «È un caso perché scelgo i giocatori in base alle loro qualità e non in base alla società da cui arrivino. Questo è certamente un sintomo che l'Atalanta, come altre società i cui ragazzi stanno giocando in giro, sta lavorando bene, gliene va dato atto».

Sulle difficoltà di fare gruppo in questo momento di emergenza epidemiologica legata al COVID-19: «Ci dobbiamo abituare ad una realtà che non è quella che vorremmo. Lamentarci serve a poco, a me piace la gente che risolve, non che si lamenta. Abbiamo dovuto trovare degli altri modi per stare insieme. Il fatto di avere tanti ragazzi, l'impossibilità di aggregarci, di stare insieme sommato ai numerosissimi tamponi che abbiamo dovuto fare a causa dell'emerganza legata al virus da una parte non ci ha facilitato mentre dall'altra, forse, ci dà qualcosa in più. Ci fa crescere, ci provare esperienze nuove e ci fa trovare soluzioni nuove. Bisogna riuscire a trovare delle cose ci fanno crescere anche nelle difficoltà perché, spesso, le difficoltà sono quelle che ci fanno crescere di più».

Su quanto spazio potranno trovare gli Azzurrini nei rispettivi club in questa stagione: «Per prima cosa andrebbe capito in che squadra andranno perché, purtroppo, molti di questi ragazzi non sanno ancora se rimarranno nel club in cui hanno giocato nell'ultima stagione o se verranno spostati. Bisognerà vedere dove saranno inseriti. Per quanto mi riguarda, mi auguro che, come sempre, il minutaggi di questi ragazzi aumenti e che aumentino le possibilità di giocare altrimenti diventa difficile, per noi, riuscire a trovare dei profili che possano essere davvero interessanti specialmente per il campo internazinale dove ci vuole molto ritmo, molta gamba. C'è bisogno di creare opportunità per i giovani in questo momento in cui il campionato di Serie B è il nostro campionato di riferimento perché i giovani hanno trovato maggiore spazio. Qualcuno ha trovato spazio in Serie A, ma sono giovani che sono già all'attenzione della Nazionale A. Per il 90% della nostra rosa il riferimento è il campionato di Serie B. Personalmente spero che vadano in posti dove possano giocare».

Sulle indicazioni tratte a seguito dell'amichevole internazionale contro la Slovenia (Italia U21 vs Slovenia U21 2-1, 3 settembre 2020): «Le indicazioni sono molto positive. Ho visto un gruppo di ragazzi che ha voglia di fare bene e che ha voglia di esserci, che è la cosa principale e non è così scontata. Al momento attenzioniamo circa una quartina di giocatori quindi, di volta in volta, si faranno le scelte. La sensazione che ho avuto è che posso contare su molti più giocatori di quanto potevo fare prima. La qualità, chiaramente, sarà relazionata a quei giocatori che hanno, più o meno, esperienza. Dovremmo cercare di tirar fuori qualcosa in più da ragazzi meno esperti. Ho visto dei giocatori che hanno voglia di esserci e che si comportano nel modo giusto, che sono responsabili e che mi hanno fatto capire che vogliono far parte di questo gruppo».

Sulle "ripercussioni" del rinvio della fase finale di UEFA EURO 2020 al 2021 sulle convocazioni dell'Under 21: «Credo che Mancini (Roberto, ndr) si sia già accorto di molti dei nostri calciatori e mi auguro che si possano mettere in mostra anche altri calciatori agli occhi della Nazionale A. La nostra funzione principale è questa qui. Ammesso e non concesso che noi riusciamo a qualificarci alla fase finale del nostro Europeo (UEFA European Under-21 Championship Hungary-Slovenia 2021, ndr), il fatto che la nostra fase finale (in programma dal 31 maggio al 3 giugno 2021, ndr) sia a ridosso di quella della Nazionale A (in programma dall'11 giugno all'11 luglio, ndr) può far sì che qualche altro nostro giovane vada su. Noi, però, dobbiamo prepararci anche a questo ed è per questo che stiamo lavorando per ampliare la rosa per farci trovare pronti».

Sulla Serie A TIM 2020/2021: «Mi auguro, in maniera anche un po' egoistica, che, nelle rose di Serie A, siamo inseriti sempre più giovani e che le rose siano costruite anche per poter dare delle opportunità ai giovani. Chiaro che se un giovane è il venticinquesimo, il ventiseiesimo o il ventisettesimo della rosa difficilmente avrà delle opportunità per esordire o per farsi vedere. Noi abbiamo la prova che quando dà l'opportunità ai giovani, spesso ci si trova davanti a delle soprese, dei ragazzi bravi che, magari, non ci si aspettava. Gli va creato un percorso all'interno di una rosa dove abbiamo delle opportunità e possano avere la possibilità di esordire. Mi auguro questo, se uno deve fare il venticinquesimo, ventiseisimo o ventottesimo di una rosa, forse, è meglio fare un passo indietro ed andare su un percorso diverso che potrebbe essere quello di un campionato di Serie B, dove, almeno, abbiamo l'opportunità di vederli giocare. Lo dico con un po' di amarezza ma, purtroppo, i giovani che giocano con continuità sono davvero pochi».