Nicolato: «Prima i giocatori poi il modulo. Dovremo essere camaleontici»

Il CT dell'Italia U21 ha parlato durante la conferenza stampa odierna svoltasi presso il Centro di Preparazione Olimpica di Tirrenia
30.08.2021 15:50 di Alessandro Paoli Twitter:    vedi letture
Paolo Nicolato
Paolo Nicolato
© foto di Getty Images

Il Commissario Tecnico dell'Italia Under 21, Paolo Nicolato, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni durante la conferenza stampa svoltasi quest'oggi, lunedì 30 agosto, alle ore 14:00 (precedentemente era stato fissata alle ore 13:45) tramite la piattaforma Zoom presso il Centro di Preparazione Olimpica di Tirrenia (PI) in vista della e della 2ª giornata del Gruppo F della fase di qualificazione alle fase finale della UEFA European Under-21 Championship Romania-Georgia 2023, che vedrà gli Azzurrini affrontare i pari categoria del Lussemburgo nella giornata di venerdì 3 settembre alle ore 17:30 presso lo Stadio Comunale "Carlo Castellani" di Empoli (FI), e del Montenegro nella giornata di martedì 7 settembre alle ore 17:30 presso lo Stadio Comunale "Romeo Menti" di Vicenza (VI):

«Lo spirito è quello di sempre - dichiara il CT azzurro -, quello di valorizzare al meglio i giocatori che abbiamo a disposizione. Questo è stato sempre il nostro primo "comandamento". Per quello che riguarda l'aspetto tattico, stiamo valutando in base ai giocatori che abbiamo a disposizione. Al di là delle esperienze della Nazionale A, stiamo cercando di capire quali sono i giocatori un po' più pronti e come sistemarli in campo perché, adesso, siamo proprio ai primi allenamenti. Purtoppo, abbiamo dei ruoli che sono abbastanza scoperti come, ad esempio, quello degli esterni offensivi. Abbiamo perso qualche giocatore ancor prima di iniziare quindi la difficoltà più grande che abbiamo è quella lì, quella che non abbiamo giocatori pronti, in quella fascia di età, sugli esterni. Dovremo capire che tipo di sistema di gioco adottare anche sulla base di queste valutazioni qui. Purtroppo abbiamo un bacino nel quale pescare che non è ampissimo quindi riusciamo a decidere prima il modulo e poi a metterci dentro i giocatori. Dobbiamo, ripeto putroppo, prende i giocatori, quelli che abbiamo a disposizione, che, magari, giocano un po' di più e, partendo da lì, decidere il modulo. La filosofia sarà quella, sarà quella di cercare di fare un calcio possibilmente tecnico e possibilmente propositivo. Questo, naturalmente, dipenderà dai giocatori che avremo a disposizione. L'anno scorso, ad esempio, abbiamo avuto a disposizione dei giocatori "più di gamba" e meno di palleggio, quindi abbiamo cercato di fare un tipo di gioco. Quest'anno speriamo di riuscire ad avere più giocatori di palleggio per fare un altro tipo e filosofia di gioco. Il sistema di gioco lo decideremo all'ultimo e non sarà fisso ma lo decideremo di volta in volta proprio a causa di questa carenza che abbiamo in determinati ruoli che, per certi versi, è un po' la stessa carenza che avevamo l'anno scorso sugli esterni offensivi dove il campionato non sta proponendo grandi cose».

Sul rapporto che ci sarà con Roberto Mancini, CT della Nazionale A, nel corso di questo nuovo biennio: «Il rapporto con Mancini (Roberto, ndr) influenzerà il fatto che cerchero di dargli dei giocatori che siano pronti per la sua tipologia di gioco. Noi dobbiamo tener conto giocoforza del fatto che i giocatori che giocano sono pochi e che i giocatori che si stanno mettendo in evidenza non sono tantissimi, soprattutto ad inizio biennio. Purtroppo, lo ripeto, non abbiamo la possibilità di scelta tale da scegliere prima il modulo e poi i giocatori adatti a quel modulo. Dobbiamo fare un po' il percorso inverso, cosa che, in Nazionale A, non accade perché hanno un numero maggiore di giocatori tra cui scegliere ed è possibile scegliere prima il modulo. Dobbiamo essere camaleontici per esigenza. Non è una scelta ma una necessità. Mi piacerebbe di avere la possibilità, in futuro, di mettere in campo una squadra avendo ampie scelte tra le quali decidere. In questo momento, vuoi perché siamo all'inizio, il calcio sta andando nella direzione di fornire pochi calciatori in alcuni ruoli. Se pensiamo a chi sta giocando titolare nel ruolo di esterno offensivo tra Serie A e Serie B non ne troviamo più di uno: Vignato (Emanuel, ndr) che, forse, è l'unico che sta giocando in quel ruolo (nel Bologna in A, ndr). Sulla base di questo discorso, pur volendo giocare in un modo da proporre esterni offensivi, diventa difficile perché non ci sono. Il mio compito è valorizzare il giocatori che ci sono e non inventarmi cose non ci sono».

Su cosa si aspetta dal nuovo biennio: «Mi auguro che sia un periodo un po' più tranquillo e che ci dia un po' più di continuità nel lavoro. Lo scorso anno e due anni fa è stato davvero molto complicato dal punto di vista della gestione della squadra perché abbiamo dovuto cambiare spessissimo giocatori, vuoi a causa del COVID-19 vuoi perché tanti, per fortuna, sono andati in Nazionale A o, piuttosto, per gli infortuni. Siamo partiti all'inizio del biennio con una squadra e siamo arrivati alla fine con un squadra non dico completamente diversa, ma quasi. Chiaramente, da allenatore, mi auspico di poter lavorare con continuità con un gruppo di giocatori, più o meno, omogeneo che arrivi alla fine del biennio. Sarebbe l'ideale per poter ambire ad essere ancor più competitivi. Dell'ultimo biennio mi resta molto, mi resta l'esperienza di quattro o cinque anni con molti di questi giocatori, che ci hanno dato grosse soddisfazioni come la finale dell'Europeo (Italia U19 vs Portogallo U19 3-4 dts del 29 luglio 2018, ndr), la semifinale del Mondiale (Ucraina U20 vs Italia U20 1-0 dell'11 giugno 2019, ndr) e quarti di finale in Under 21 (Portogallo U21 vs Italia U21 5-3 dts del 31 maggio 2021, ndr). Quello è stato un percorso bellissimo, che, adesso, si chiude ma deve aprirsene uno nuovo, un nuovo biennio, con giocatori totalmente nuovi, molto giovani. Tra quelli che ho chiamato non ci sono solamente ragazzi del 2000 ma ci sono 2001, 2002 quindi un gruppo molto giovane che speriamo di far crescere ma, soprattutto, che crescano all'interno dei loro club. Questo aspetto, per me, è fondamentale perché se ci tocca giocare con giocatori che giocano poco nei loro club non possiamo fare tanta strada. Mi auguro che ci sia omogeneità e che si trovi un modo per farli esprimere al meglio ma, sopratutto, continuità».

Su quanti meriti ci siano da parte delle Nazionali Giovanili nella vittoria della fase finale di UEFA EURO 2020™  da parte della Nazionale A: «La vittoria della Nazionale ci ha gratificato tantissimo prima come italiani poi, ancora di più, come componenti del Club Italia. Il merito, chiaramente, è di Mancini e del suo staff ma un po' di soddisfazione c'è anche da parte nostra perché, in quel gruppo, ci sono alcuni giocatori del biennio scorso e del biennio precedente, che vengono dal lavoro svolto nelle Nazionali Giovanili. Questo è il nostro compito e questo ci dà soddisfazione. In questi anni, l'aver portato sette/otto giocatori in Nazionale A, seppur alternati, è un numero importante. Mi auguro di poterne mandare anche solo la metà nel prossimo biennio. Nonostante questo ci abbia indebolito dal punto di vista tecnico in Under 21, abbiamo la soddisfazione di aver portato tanti ragazzi a questi livelli. La ciliegina sulla torta è stata Locatelli (Juventus FC, ndr) ma anche Bastoni (FC Inter Milan, ndr), Kean (Juventus FC, ndr) quando c'è stato, Zaniolo (AS Roma, ndr) quando c'è stato, Tonali (AC Milan, ndr)... tutti ragazzi che credo di poter dire abbiano fatto bene. Siamo soddisfatti ma, chiaramente, i meriti non sono solamente i nostri. Noi cerchiamo di evidenziare al meglio i giovani che ci sono in giro».

Sul Lussemburgo Under 21 prossimo avversario degli Azzurrini: «I nostri avversari, intanto, hanno già disputato partite. Questa cosa va un po' a loro favore perché noi abbiamo due allenamenti sulle gambe ed un gruppo totalmente nuovo. Sotto questo punto di vista mi aspetto qualche difficoltà, qualche impaccio iniziale perché, chiaramente, non possiamo inventarici niente. Non abbiamo ancora fatto strada insieme quindi ci sarà bisogno di un po' di tempo. Il Lussemburgo, oltre ad aver fatto già due partite (Lussemburgo U21 vs Montenegro U21 1-2 del 4 giugno 2021 e Svezia U21 vs Lussemburgo U21 6-0 dell'8 giugno 2021, ndr), sono in gran parte il gruppo dell'anno scorso perché giocavano già praticamente gli stessi. A testimonianza di ciò, hanno perso solamente 2-1 contro il Montenegro in inferiorità numerica giocandosi la partita fino in fondo. Io, come tutti coloro nel mondo dello sport, sono abituato a non sottovalutare nessuno. Sappiamo quali possono essere le nostre possibili difficoltà, quelle di una squadra che si compone praticamente due giorni prima di giocare, il che non è sicuramente una cosa facile. Dobbiamo essere pazienti e testardi per cercare di raggiungere i nostri obiettivi pian piano».